Vertenza ex specializzandi: si allunga la striscia vincente in Tribunale

Stato condannato a pagare altri 5 milioni ad altri 200 medici

Altre 4 sentenze positive dopo le 3 delle scorse settimane per le azioni lanciate da Consulcesi 

Una recente pronuncia del Tribunale di Firenze raddoppia i rimborsi per ogni anno frequentato e allunga i tempi per la prescrizione.

Avv. Tortorella (Consulcesi): “Affermate le tesi che Consulcesi ha sempre portato avanti con il parere pro-veritate del presidente Di Amato”

Roma, 22 giu. Se fosse una partita di calcio la questione dei medici ex specializzandi sarebbe così: in una metà campo, lo Stato gioca in difesa con un contenzioso medici-Stato insoluto che dura da anni, dall’altro lato gli ex specializzandi nei Tribunali come la nazionale di Mancini attaccano e vincono a punteggio pieno. E quindi, mentre l’accordo transattivo si fa attendere, continua la sequenza di vittorie in favore dei medici ex specializzandi. Alle tre sentenze positive annunciate dal network legale Consulcesi qualche settimana fa che restituivano 4 milioni di euro a 164 medici, si aggiungono altre quattro sentenze in favore di circa 200 medici. “Ancora una volta, – commenta il legale di Consulcesi – il tribunale di Roma condanna la presidenza del Consiglio dei Ministri a pagare quasi 5 milioni di euro ai medici che si erano specializzati negli anni dal’83 al 91 per la mancata attuazione di direttive comunitarie e per il mancato riconoscimento dell’adeguata remunerazione durante i corsi di specializzazione”.  

Nell’ultimo mese e mezzo sono state 7 le pronunce positive a favore dei professionisti tutelati da Consulcesi, network legale che su questa vertenza ha già ottenuto più di mezzo miliardo a favore dei suoi assistiti. A questi medici, durante la specializzazione, sostanzialmente non era stata riconosciuta la corretta remunerazione in violazione delle direttive comunitarie in materia. Una pesante ingiustizia, subita solo dai medici italiani nel periodo compreso tra il 1978 ed il 2006. 

Queste sentenze seguono una recente pronuncia del tribunale di Firenze che modifica il quadro giurisprudenziale in favore dei medici. In particolar modo, il Tribunale toscano afferma che la prescrizione non può iniziare a decorrere – come Consulcesi aveva sempre affermato – finché permane l’elemento di incertezza in ordine ai criteri di riconoscimento dei diritti in favore dei medici. 

Altra novità è in ordine al quantum risarcitorio a cui hanno diritto i medici che si erano specializzati negli anni che vanno dal 83 al 91. Il tribunale di Firenze parametra al d. lgs. Del 1991, quindi la norma di attuazione delle direttive, riconoscendo ai medici più di 11 mila euro per ogni anno di specializzazione.

Sugli ex specializzandi l’orientamento giuridico sta cambiando. Sono state affermate le tesi che Consulcesi ha sempre portato avanti con il parere pro-veritate del presidente Di Amato e con la recente pronuncia del Tribunale di Firenze sono stati addoppiati i rimborsi per ogni anno frequentato e allungati i tempi per la prescrizione.

Consulcesi ha messo a disposizione un servizio di consulenza gratuita per avere informazioni sulla possibilità di intraprendere un’azione legale, contattando l’800.122.777 oppure direttamente attraverso il sito www.consulcesi.it.

Ufficio stampa Consulcesi

Covid: terapia domiciliare fondamentale, no a cortisone e antibiotici

Nel corso di formazione professionale Ecm di Consulcesi “La gestione del paziente Covid-19 nel contesto domiciliare” tutte le informazioni più aggiornate con la consulenza di Emanuele Nicastri direttore malattie infettive Istituto Spallanzani di Roma

La gestione del paziente Covid-19 a casa è centrale in questa pandemia, che sta mettendo a dura prova le strutture ospedaliere. Ma per poter sfruttare appieno le potenzialità della medicina territoriale è necessario seguire protocolli standardizzati, omogenei e integrati. Per questo è fondamentale che gli operatori deputati alla gestione del paziente Covid-19 nel domicilio stiano al passo con le ultime – e in continuo aggiornamento – strategie per l’assistenza, il monitoraggio e la cura nel domicilio. È questo l’obiettivo del corso di formazione professionale ECM di Sanità In-Formazione per Consulcesi Club dal titolo “La gestione del paziente Covid-19 nel contesto domiciliare”.

“La gestione del paziente a casa è fondamentale per ridurre la pressione sugli ospedali”, conferma Emanuele Nicastri, direttore della divisione di malattie infettive ad alta intensità di cura e altamente contagiose dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma e docente del corso ECM. “Ma bisogna stare attenti a farlo in maniera appropriata, evitando prima di tutto l’utilizzo di farmaci che andrebbero prescritti solo in ambito ospedaliero”, aggiunge. Eppure, dopo oltre un anno dall’inizio della pandemia, ancora oggi si assistono a prescrizioni mediche inappropriate che, anziché aiutare i pazienti, rischiano di peggiorare la loro situazione. “Bisogna ad esempio evitare di prescrivere cortisone, antibiotici ed eparina come trattamento per la gestione domiciliare del paziente Covid-19”, sottolinea Nicastri. “Abbiamo evidenze – continua – che l’uso di cortisone nel paziente che non ha bisogno di ossigeno è dannoso. Vi è un incremento del 19 per cento della mortalità. Il cortisone, infatti, prolunga la fase virale e nasconde i sintomi. Ci fa perdere di vista il calo di saturazione che è un parametro fondamentale per decidere il ricovero”. Il cortisone rientra infatti nei trattamenti che, nella gestione dell’infezione Covid-19, vanno erogati in ospedale, così come l’eparina. Anche l’antibiotico andrebbe evitato. “Perché dovremmo immaginare una coinfezione batterica in un paziente Covid-19?”, dice Nicastri. “Solo l’8 per cento dei pazienti ha una condizione batterica e a casa questa percentuale è ancora più bassa”, aggiunge.

La gestione del paziente Covid-19 nel domicilio si basa in buona parte su interventi non farmacologici, come indicazioni su stili di vita, modalità di comportamento per l’isolamento, per la respirazione, la quarantena, ecc. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, nel momento in cui vengono a conoscenza di un caso tra i propri pazienti devono farsi carico di diversi compiti, nello svolgimento dei quali ha la facoltà di coinvolgere le Unità speciale di continuità assistenziale (USCA), il cui scopo è di operare in collaborazione con i medici di famiglia e pediatri nella gestione domiciliare dei pazienti in quarantena o isolamento.

Il monitoraggio quotidiano a distanza delle condizioni dei pazienti in isolamento è fondamentale, poiché circa il 10-15% dei casi lievi degenerano in forme severe della malattia. Dal canto suo il paziente deve essere anche istruito, laddove possibile, all’automonitoraggio di un parametro importantissimo, cioè quello della saturazione dell’ossigeno, un abbassamento della quale sta a indicare un aumento del decorso negativo della malattia e di prognosi infausta. Assieme alla saturazione, il paziente può verificare anche la frequenza cardiaca.  Tra gli altri interventi a domicilio, oltre ai farmaci deputati al controllo dei sintomi, è raccomandata una buona idratazione e nutrizione, ed eventualmente il paziente può essere istruito alla pronazione per favorire l’ossigenazione.

Consulcesi – Massimo Tortorella

SCUOLA, CONSULCESI: BOOM DI SEGNALAZIONI DOPO CONCORSO STRAORDINARIO INSEGNANTI

Consulcesi attiva lo sportello informativo gratuito su www.ricorsoinsegnanti.it

I primi risultati del concorso straordinario insegnanti non placano gli animi di migliaia di insegnanti il cui destino è appeso a un filo. A due mesi dal termine della prova, sono già centinaia di segnalazioni di irregolarità che si sarebbero verificate nelle diverse sedi d’esame.
È quanto dichiara il team di avvocati di Consulcesi, da oltre 20 anni specialista nei ricorsi di concorsi e test d’ammissione universitaria. “Molti insegnanti, dopo aver partecipato al concorso straordinario docenti, hanno difficoltà a capire chi avrà accesso all’insegnamento di ruolo perché i risultati non sono ancora stati completamente pubblicati. – afferma Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi – Molti docenti, dopo l’esito, hanno avviato il ricorso al Tar e, a seguito di vittoria, sono stati riammessi alle prove suppletive previste per il 14 maggio”.

E a proposito delle presunte irregolarità dichiara: “Le prove si sono ormai concluse eppure, da ogni parte d’Italia, continuiamo a ricevere segnalazioni di irregolarità per mancanza di sicurezza, tastiere non funzionanti, mancata distanza con 20-25 persone in aule piccole e senza alcun controllo della temperatura. A Napoli mancavano sede e commissari d’esame, ed i candidati si sono rivolti ai carabinieri” La confusione generata dal concorso straordinario, svolto a febbraio scorso, sta mettendo a dura prova la pazienza degli oltre 32mila docenti, che a pochi mesi dal rientro tra i banchi di scuola, non sapranno quale sarà il loro destino. A fronte di questa gestione caotica, Consulcesi ha deciso di offrire una consulenza gratuita a tutti gli insegnati che abbiano dubbi rispetto alla regolarità dello svolgimento della prova o in merito agli esiti individuali del concorso. Per richiedere supporto è possibile collegarsi al sito www.ricorsoinsegnanti.it”.

Chi avesse assistito a manifeste irregolarità, – prosegue Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi – non aspetti la pubblicazione dei risultati; contatti subito e racconti la sua esperienza. Si valuterà insieme, a graduatoria pubblicata, la possibilità di intraprendere un ricorso – individuale o collettivo – al TAR per far valere i propri diritti. L’importante è non arrendersi proprio ora, dopo anni in cui si aspettava questa opportunità” conclude Tortorella.

Fase 2: consulti online, medici a rischio sanzioni

Consigli da Consulcesi per tutelare i dati dei pazienti 

App, messaggi e videochiamate piacciono a medici e pazienti, creano un rapporto diretto, riducono i tempi d’attesa e cancellano la burocrazia: la prova è arrivata durante la quarantena con un’impennata di webinar, consulti telefonici e online. “Ma attenzione, senza le dovute cautele, si può compromettere un bene prezioso, il cui valore è ancora sottovalutato, i dati personali e sanitari del paziente”. A lanciare l’allarme è Consulcesi, network legale che tutela gli operatori sanitari. 

“Il rischio per i professionisti sanitari è molto alto perché sono i depositari dei dati sensibili che secondo il Regolamento generale per la protezione dei dati GPDR sono sottoposti a tutela particolarmente severa. In caso di errato trattamento, le sanzioni potrebbero arrivare fino 20 milioni di euro o, se superiore, fino al 4% del fatturato globale”, chiarisce Ciro Galiano, avvocato consulente di Consulcesi ed esperto in privacy e digitale. 

Consulcesi offre alcuni consigli che i professionisti possono seguire per tutelare la privacy dei pazienti: se il medico ha introdotto nuovi sistemi di comunicazione, prima di utilizzarli deve applicare una nuova informativa per la tutela dei dati e aggiornare i documenti relativi alla gestione della privacy e del consenso informato. Verificare se i software informatici utilizzati sono a norma, nonché controllare il sistema di protezione antivirus e dei programmi, ma soprattutto accertare l’adeguatezza della documentazione rilasciata al cliente. Il network propone inoltre l’utilizzo di app di messaggistica istantanea dedicate. Infine, sarebbe buona prassi che i medici che vogliano utilizzare i social media facciano attenzione nel dare consigli tramite social, che abbiano una gestione attenta delle opzioni di privacy delle piattaforme e ne leggano attentamente i termini contrattuali”. 

Medici di famiglia: “Guardia alta, basta poco per tornare indietro”

“Anche se oggi l’opinione pubblica ha una percezione del virus più serena che nelle scorse settimane, il nostro invito è a tenere alta la guardia. Per la fase due servono cautele massime. Basta pochissimo per ritrovarsi nuovamente in condizioni critiche ed è per questo che voglio ringraziare quanti sono al fianco dei medici di medicina generale donando preziosissimi dispositivi di protezione individuale, garanzia di salute anche dei cittadini”. Lo sottolinea Silvestro Scotti, segretario nazionale Federazione italiana dei medici di medicina generale, commentando la donazione di 6.000 mascherine del tipo Ffp2 da parte di Consulcesi. 

“Le mascherine saranno immediatamente distribuite sul territorio, in modo particolare in alcuni studi a maggior rischio, e serviranno ad incrementare le scorte acquistate grazie alla campagna ‘Aiutaci a proteggere il tuo amico di famiglia’”, conclude Scotti. 

Allarme aggressioni sanitarie: al Telefono Rosso preoccupazioni e disagio dei camici bianchi

Tortorella (Consulcesi): “Gli operatori sanitari hanno paura, dobbiamo arrivare alla scorta?”  Consulenza legale gratuita per chi denuncia aggressioni, soluzione resta l’Arbitrato della Salute. Appello al ministro Speranza: «Insieme a Ddl anti-violenza anche quello sull’Arbitrato della Salute. Disposti a mettere a disposizione la nostra task force e ad un confronto coinvolgendo istituzioni sanitarie e associazioni pazienti»

La petizione #bastaodiomedicopaziente su Change.org supera le 20mila firme

“Videocamere sulle ambulanze, rafforzamento dei presidi di vigilanza e sicurezza nei Pronto soccorso, manca solo di predisporre un servizio di scorta per il personale sanitario. Dobbiamo arrivare a questo?». Lo chiede Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi (realtà di riferimento legale per oltre 100mila medici e operatori sanitari) riportando la forte situazione di disagio che i camici bianchi italiani stanno sfogando al Telefono Rosso, il servizio di pronto soccorso telefonico per la violenza in corsia messo a disposizione dal network legale. «L’escalation di episodi di violenza raccontata dai media in questi giorni – spiega Tortorella – sembra concentrarsi a Napoli, o al massimo in Campania, ma in realtà è un fenomeno molto più ampio e diffuso perché purtroppo molti casi non vengono denunciati per vergogna, rassegnazione e anche per il timore di ritorsioni». Dalle numerose chiamate giunte al Telefono Rosso lo spaccato che emerge è quello di una classe medico-sanitaria che non sente di avere le adeguate garanzie in termine di sicurezza nello svolgimento della professione.   

«Bene le prime reazioni politiche sulle aggressioni in Campania al personale sanitario, ma non bastano i buoni propositi per contrastare quello che è diventato un vero e proprio allarme sociale. I medici hanno paura, – commenta Massimo Tortorella, presidente Consulcesi – è necessario agire tempestivamente per garantire sicurezza e tutela al personale sanitario quotidianamente impegnato a servizio della comunità».

Oltre ad un primo supporto attraverso il numero verde 800620525 del Telefono Rosso e ad offrire la tutela legale gratuita alle vittime di aggressioni, Consulcesi crede che la piaga delle aggressioni debba essere contrastata e arginata seguendo due strade: nell’immediato è necessario che tutti i professionisti sanitari siano adeguatamente formati a gestire situazioni di pericolo, dall’altra va ricreato un sano rapporto medico-paziente. 

In tal senso va la proposta di istituire l’Arbitrato della Salute, una camera di compensazione tra le parti, tesa a raffreddare quel clima di intolleranza che ha preso di mira in particolar modo il mondo medico sanitario con un escalation di aggressioni nei pronto soccorso e negli studi privati, susseguirsi di denunce (molto spesso pretestuose, tant’è che nel 90% dei casi circa finisce in un nulla di fatto) nei confronti degli operatori, con conseguente aumento del ricorso alla medicina difensiva (e relativi costi eccessivi per le casse pubbliche), preoccupazione da parte delle associazioni di consumatori per il livello di formazione del personale sanitario. Tutto questo rischia di distruggere definitivamente il rapporto medico-paziente

«Dobbiamo collaborare tutti insieme a generare un sistema virtuoso – conclude Tortorella -, un luogo di confronto e non di contrapposizione per medici e pazienti. Abbiamo presentato questa proposta lo scorso anno al Ministero della Salute, era stato avviato anche l’iter per un Disegno di Legge e ci auguriamo ora che il ministro Roberto Speranza che ha già chiesto di accelerare sul Ddl anti-violenza, tenga in considerazione anche la nostra proposta. Siamo disposti a mettere a disposizione il nostro know-how, dare il nostro contributo insieme a tutte le parti in causa, comprese le associazioni che rappresentano i pazienti. Intanto la nostra petizione attiva su Change.org per dire basta all’odio tra medico e paziente e promuovere la creazione del Tribunale della Salute ha superato le 20mila firme ed è possibile ancora aderire a questo link:  https://www.change.org/p/subito-il-tribunale-della-salute-basta-contrapposizioni-tra-medici-e-pazienti 

I medici non si formano? Tortorella di Consulcesi: “Screditano la categoria e fomentano odio”

“I medici ignoranti danneggiano anche te”. Nel numero in edicola da oggi, il settimanale Panorama sceglie un titolo impattante per raccontare la tendenza dei professionisti della sanità ad evadere l’obbligo formativo e ipotizza un nesso di causa tra lo scarso aggiornamento professionale e una più scarsa efficienza di performance professionale, con inevitabili ricadute sulla salute delle persone. È così? I dati riportati dal giornale diretto da Maurizio Belpietro confermano quanto già emerso negli ultimi mesi: quasi un medico su due non si aggiorna e la percentuale scende attorno al 30% quando si prendono in considerazione tutti gli operatori sanitari, ovvero 1 milione e 200mila professionisti. E il 60% di chi si forma è donna, mentre il 40 % sono uomini. Su questo tema anche amato si è già espresso richiamando i colleghi degli altri Ordini a far rispettare l’obbligo. 

Dall’articolo di Panorama emergono altri due elementi controversi: un conflitto di interesse dell’Ordine Professionale, ossia tra chi controlla e chi è controllato ed inoltre, un tentativo di sanatoria a favore dei medici che non rispettano l’obbligo. Secondo la stessa fonte, il Ministero della Salute quest’anno avrebbe depennato 6,5mila medici competenti proprio perché non in regola. Nell’articolo viene prima messa in evidenza la stortura del sistema, raccontato così: “a decidere le sanzioni per i colleghi inadempienti sono paradossalmente gli stessi medici che dovrebbero essere sanzionati”. Subito dopo viene anche presentata una possibile soluzione: “basterebbe creare un organismo indipendente preposto esclusivamente alla verifica dell’effettivo conseguimento dei crediti necessari da parte dei medici che avesse il potere di punire coloro che non dovessero risultare in regola”. Immediatamente dopo l’indiscrezione: “qualcuno al Ministero aveva ipotizzato soluzioni quali una grande sanatoria per i medici risultati inadempienti agli obblighi formativi. Cosa che ha fatto insorgere le associazioni a tutela dei pazienti e degli altri soggetti coinvolti che hanno ritenuto un atto lesivo della garanzia al diritto alla salute e alle migliori cure possibili per tutti». 

«Il mancato assolvimento degli obblighi ECM – commenta Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi -. può avere come conseguenza la mancata copertura assicurativa per il professionista. Per alcuni tipologie di polizza il diritto di rivalsa può essere esercitato nei confronti dell’assicurato qualora l’esercente la professione sanitaria non abbia regolarmente assolto l’obbligo formativo e di aggiornamento.» 

«Quanto riporta Panorama – aggiunge Tortorella – va a soffiare su quel clima di odio che si respira tra le corsie degli Ospedali di tutta Italia (e non solo) come confermato dell’escalation di denunce e di aggressioni al centro anche degli ultimi casi di cronaca. Questa d’altronde è la cartina tornasole della situazione che si vive in Italia e che il Movimento delle sardine ha già fatto proprio. Da tempo sosteniamo che sarebbe scoppiata questa bomba dei crediti ECM, l’avevamo anticipato una settimana fa in una lettera chiusa al Ministro della Salute Roberto Speranza e agli Ordini Professionali. Ora, mi auguro che arrivi un chiaro messaggio di rispettare l’obbligo formativo di tutti i Presidenti degli Ordini in vista della scadenza del triennio il 31 dicembre 2019». 

Comunicato Consulcesi

Pietro Bartolo, sdoganata la violenza contro i medici

Alla manifestazione delle Sardine. Consulcesi, escalation denunce 

“Sanità in alto mare”: basta odio medico-paziente per una salute di qualità. Con cappellini e t-shirt con impresso questo slogan sono arrivate in piazza, con il Movimento delle Sardine, le principali preoccupazioni di medici e operatori sanitari italiani: l’inasprimento delle condizioni lavorative e l’aumento del clima di odio nelle corsie. Tematiche su cui sono stati sensibilizzati sia uno dei fondatori delle Sardine Mattia Santori sia l’europarlamentare Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, lanciando quei messaggi distensivi e anti- violenza che rappresentano il filo conduttore del programma presentato dal Movimento. “Questo clima di odio sdoganato anche alla salute coinvolge pure noi medici e gli altri operatori sanitari – ha confermato ieri Pietro Bartolo -. Spesso sfocia in aggressioni che si potrebbero evitare ritrovando la strada maestra del rispetto, anche delle diversità, e recuperando lo spirito della nostra missione. Da parte nostra dobbiamo far di tutto per recuperare la fiducia dei pazienti con l’ascolto e dimostrando professionalità e preparazione”. “Il clima di odio che si respira tra le corsie degli Ospedali di tutta Italia, come confermato dell’escalation di denunce e di aggressioni al centro anche degli ultimi casi di cronaca è lo specchio del disagio che vive il professionista sanitario oggi e che è stato portato in piazza al movimento delle sardine in Italia – ha affermato Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi network legale per la tutela dei diritti dei medici – . Il miglior antidoto per stemperare le tensioni e recuperare il rapporto fiduciario tra medico e paziente, auspicabile in un vero e proprio Patto della Salute, è senza dubbio un solido percorso formativo. In vista della cadenza del triennio formativo, la formazione continua, come evidenziato anche di recente da una discussa inchiesta di Panorama, sono tutele importanti anche per fronteggiare le numerose denunce che arrivano contro i medici e operatori sanitari. Il 95% di queste denunce si concludono con un nulla di fatto, ma rischiano di penalizzare la carriera dei professionisti: sia in termini di reputazione sia creando difficoltà nel trovare coperture assicurative. E inoltre il mancato assolvimento dell’obbligo ECM è tenuto in considerazione dei giudici in caso di contenzioso”. 

Indagini anti-fake: la blockchain una svolta

Indagini anti-fake e standard europei per la formazione. Consulcesi Tech: Blockchain svolta per i servizi pubblici

L’iniziativa, promossa dalla Commissione Ue, ha come obiettivo quello di creare una piattaforma europea basata sulla tecnologia blockchain per lo sviluppo di servizi pubblici digitali. Il Presidente di Consulcesi Tech Massimo Tortorella: «Trasparenza e maggiore qualità ma anche driver di crescita per il Paese: Italia capofila di una rivoluzione già in atto» La sanità tra i settori più interessati – Consulcesi Tech già in pista con le applicazioni già operative della blockchain

«L’applicazione della tecnologia blockchain ai servizi pubblici garantirà trasparenza e maggiore qualità ma rappresenterà anche un driver di sviluppo e rafforzamento della spinta innovativa del nostro Paese, andando quindi a creare valore».

Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Tech, azienda leader negli ambiti della blockchain e della cybersecurity, considera una grande opportunità il fatto che l’Italia abbia ottenuto a Bruxelles la presidenza dell’EU Blockchain Partnership. L’iniziativa, promossa dalla Commissione Ue, ha come obiettivo quello di creare una piattaforma europea basata sulla tecnologia blockchain per lo sviluppo di servizi pubblici digitali. Tortorella, nel libro “Cripto Svelate: perché da blockchain e monete digitali non si torna più indietro” (Paesi Edizioni), sottolinea anche il ruolo centrale dell’Italia in questa rivoluzione e analizza i numerosi ambiti di applicazione della tecnologia blockchain nella vita di tutti i giorni dei cittadini dove, appunto, i servizi pubblici hanno un peso specifico notevole. In particolare si sofferma su uno dei servizi che maggiormente incide sulla vita dei cittadini: la sanità.

«Rispondere ai bisogni di salute dei cittadini richiede una conoscenza approfondita delle loro esigenze: questo è possibile attraverso indagini verificate, i cui dati sono a prova di fake grazie alla tecnologia blockchain. Survey dedicate alla salute ma ovviamente applicabili ad ogni altro ambito in cui certezza e immutabilità sono essenziali, ma anche indagini sulla soddisfazione delle prestazioni sanitarie e questionari ad uso delle compagnie assicurative sono solo alcuni dei punti che, grazie a questa tecnologia, possono essere affrontati ottenendo risposte certe e quindi utili a migliorare i servizi offerti ai cittadini. Si potrà dunque stabilire un nuovo standard per la gestione dei
dati sanitari, a partire dalle cartelle cliniche: questi entreranno a far parte di un database immutabile e certo ma consultabile dal personale medico, nel pieno rispetto della privacy e scongiurando i rischi informatici».

Secondo il Presidente di Consulcesi Tech un altro importante obiettivo che l’EU Blockchain Partnership può raggiungere è creare standard di qualità certificati a livello europeo. «Penso ad esempio alla formazione e
all’aggiornamento dei professionisti – prosegue Tortorella – che non può prevedere standard diversi da Stato a Stato: servono regole europee. E nella sanità, dove abbiamo sviluppato la nostra expertise, possiamo affermare che l’Italia può senza dubbio essere capofila di un percorso teso ad affrontare la questione attraverso le best practice di ogni Paese e di ogni sistema sanitario».

Ufficio stampa Consulcesi Tech
Cell: +39 328.4812859 – +39 346.0629338

Star Wars, Harry Potter e Piccole Donne: 10 film da vedere a Natale perchè ci fanno bene

Ecco i consigli della psicologa (anche ai medici)

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e la psicologa Monica Calderaro, in collaborazione con Consulcesi Club, in occasione del Natale consigliano 10 pellicole da vedere in famiglia.

Il corso FAD “Filmtherapy: l’uso del mezzo filmico come strumento di insight” nella “Top 10” dei corsi del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione preferiti dai medici per completare la formazione obbligatoria a poche settimane dalla scadenza della proroga del 31 dicembre 2017

Le feste di Natale sono una preziosa occasione per riunirsi in famiglia, anche davanti a un bel film da vedere in televisione. Le pellicole che vengono trasmesse in questo periodo sono ormai dei classici: dai fantasy ai cartoni animati, passando per i film romantici fino alle commedie destinate a grandi e piccini. Ma i film non rappresentano solo un mero intrattenimento: possono agevolare un vero e proprio percorso di comprensione del sé e dell’altro. Per questo, il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e la dottoressa Monica Calderaro, psicologa ed esperta di Filmtherapy, in collaborazione con Consulcesi Club,  lanciano le 10 pellicole da vedere a Natale.

LA SAGA DI “HARRY POTTER” INSEGNA A LOTTARE CONTRO LE PROPRIE PAURE.
L’intera saga di Harry Potter ci insegna che il “male” non fa solo parte del mondo fantastico, ma anche della realtà quotidiana e aiuta ad affrontare le proprie paure e fragilità, così come fa il giovane protagonista, con la spinta a lottare
per il raggiungimento dei propri scopi.

“HOOK- CAPITAN UNCINO” E LA LEZIONE SULLE GIUSTE PRIORITÀ.
Un film utile per coloro che non hanno ben chiare le priorità inerenti determinati antichi valori quali la solidarietà ed il coraggio, andando alla ricerca sfrenata del successo.

“STAR WARS” E LA FIDUCIA IN SÉ STESSI.
L’epopea di “Guerre Stellari” è in grado di veicolare la fiducia nei propri mezzi ed abilità, nonché nel valore della coesione del gruppo.

“IL DIARIO DI BRIDGET JONES” E I CLIMI EMOTIVI IN UFFICIO.
Il film aiuta a riflettere sulla propria autostima e su alcuni aspetti inerenti determinati stili comportamentali che alcuni uomini adottano nell’ambito lavorativo (ad esempio in ufficio) e al clima emotivo che può venire a crearsi.
“IL RE LEONE” E LA CONQUISTA DELL’AUTOSTIMA. Il film è utile ad ampio spettro in quanto rappresenta uno stimolo positivo in vari aspetti quali coraggio e fiducia in se stessi, spingendo alla conquista dell’autostima.

“KUNG FU PANDA” INSEGNA A SOSTENERE I PROPRI FIGLI.
Il film diffonde l’importante messaggio mirato al sostegno verso i propri figli nel credere nelle proprie capacità, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi.
Significativa la frase della saggia tartaruga Oogway a rinforzo di determinati vissuti: «Ieri è storia, domani è un mistero, oggi è un dono, per questo si chiama presente».

“MRS. DOUBTFIRE” E LE CONSEGUENZE DI UNA CRISI MATRIMONIALE.
Il film ben veicola il messaggio che è doveroso riflettere prima di distruggere un matrimonio, anche per le inevitabili ripercussioni sui figli.

“PETER PAN – RITORNO ALL’ISOLA CHE NON C’È” PER FARE CHIAREZZA NEI VALORI.
È indicato a chi vive nella confusione dei valori e non riesce a comprendere le principali priorità della vita, inviando peraltro chiari messaggi di ‘attenzione’ nel non credere a tempo pieno alle favole, pur apprezzandole.

“PICCOLE DONNE” E LA CRESCITA PERSONALE.
Spunti per una valida evoluzione personale a seconda delle singole congenialità. Buoni si presentano i confronti con l’esasperazione dei vari modelli femminili quali: la donna di casa, l’intellettuale indipendente, la seduttiva cinica.

“LA LEGGENDA DI UN AMORE – CINDERELLA” PER SCONFIGGERRE IL VITTIMISMO.
Può rappresentare un’ottima fonte ispiratrice di “riscatto” per qualche giovane donna abituata a vivere in modo vittimistico il vissuto di inferiorità, aiutando a riflettere su eventuali spunti innovativi ed interventistici, adeguandoli alla propria caratteristica personologica.

La dottoressa Monica Calderaro, tra gli autori del libro “I film che aiutano a stare meglio. Filmtherapy”, è responsabile scientifica del corso FAD (Formazione a Distanza) del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione “Filmtherapy: l’uso del mezzo filmico come strumento di insight” in partnership con Consulcesi Club. Il corso fa parte della “Top 10” degli oltre 150 corsi del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, a cui di recente è stato assegnato dall’Annuario della Formazione in Sanità il primo posto della classifica “The Best Provider Ecm 2016” nella categoria “Formazione a Distanza FAD”.

“Filmtherapy: l’uso del mezzo filmico come strumento di insight”, on line gratuitamente sul sito www.corsi- ecm-fad.it, è sviluppato in due moduli didattici composti da video-lezioni e materiali di approfondimento. Un questionario finale accerta la comprensione dei contenuti e assegna 3 crediti ECM, utili a completare l’obbligo formativo per il triennio 2014-2016, in scadenza (dopo l’anno di proroga) il 31 dicembre 2017.

LA TOP TEN DEL PROVIDER ECM 2506 SANITÀ IN-FORMAZIONE

1. BLSD – PBLSD e Manovre di disostruzione
2. Acido o base? L’equilibrio vitale per l’uomo
3. Disfagia
4. Stress lavoro correlato nelle professioni sanitarie
5. Abilità di counseling in ambito sanitario
6. Ricostruzione mammaria post oncologia
7. Antistress: teoria e pratica
8. Filmtherapy: l’uso del mezzo filmico come strumento di insight
9. La prova del danno alla salute, il ruolo della consulenza tecnica d’ufficio: cosa cambia dopo la legge
Gelli
10. Fondamenti di medicina tradizionale cinese – campi di applicazione