La blockchain per il post Covid-19 in Italia

La blockchain economy come risposta alla crisi scatenata dal Covid-19, anche in Italia. È questa la tesi di Consulcesi-Tech, azienda svizzera che si occupa di blockchain e cybersecurity.

Un esempio in merito arriva da vicino all’Italia, dall’Albania, dove è entrato in vigore il Fintoken Act, provvedimento che si ispira alle regolamentazioni di Malta e della Svizzera.

L’atto è stato approvato in realtà alla fine del 2019 ed è un provvedimento che agevola le aziende che investono nella blockchain. Il Fintoken Act infatti garantisce agli imprenditori tempi certi per l’approvazione di strumenti blockchain: 60 giorni. Inoltre vengono definiti i token e sono regolamentate anche ICO e STO.

Un modello per l’Italia
È a questo modello, che rende l’Albania un hub per l’innovazione, che l’Italia deve guardare per ripartire dopo la crisi.

Del resto il Coronavirus ha costretto l’Italia a mantenere chiuse per mesi le proprie attività produttive e commerciali. L’impatto economico sarà devastante, con un calo del Pil che rischia di sfiorare il 13%. Con la blockchain possono essere sperimentati nuovi modelli di economia. È questa la tesi di Gianluigi Pacini Battaglia, CEO di Consulcesi Tech:

“La Blockchain Economy e la Finanza decentralizzata possono diventare grandi protagoniste della ripresa economica, in questo momento di crisi post pandemia. La trasparenza, la decentralizzazione e la rapidità di esecuzione sono ricercate dalle imprese per attraversare il momento attuale. Un altro esempio è Malta, paese che nel 2018 ha approvato il Virtual Financial Assets Act – per cui il Fondo Monetario Internazionale prevede una decrescita del Pil inferiore tra tutti gli Stati europei”.

Da Consulcesi Tech lancia arriva un forte appello al governo affinché anche in Italia venga favorito lo sviluppo di modelli di business incentrati su blockchain e digital asset.

La blockchain in Italia, prima e dopo il Covid-19
In realtà una ricerca condotta da Cassa Depositi e Prestiti rivela che sempre più realtà hanno adottato e sviluppato DLT (Distributed Ledger Technology) con grandi benefici. I profitti sono lievitati da 1,6 miliardi di dollari tra il 2015-2017 fino a 27,3 miliardi nel 2017-2018.

Sono aumentate anche le richieste di brevetti sui progetti, passati da 648 a 1441 nello stesso periodo.

Anche il governo italiano non è a digiuno di blockchain. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha già avviato e sperimentato un progetto blockchain per la difesa e la tutela del made in Italy. La blockchain potrebbe diventare presto protagonista anche del mondo agricolo, dove si studia l’applicazione della blockchain per la tracciabilità dei prodotti.

Il Governo italiano strizza l’occhio alla blockchain, cavallo di battaglia anche di Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto Casaleggio, tra i fondatori del Movimento 5 Stelle, partito attualmente al governo. Resta da vedere se le forze politiche vorranno cogliere nelle innovazioni tecnologiche e nella blockchain un’opportunità per riemergere dalla crisi.

Al momento, nel Decreto Rilancio attualmente all’esame del Parlamento, si menziona la blockchain solo nell’ambito del rifinanziamento di 100 milioni del progetto Smart&Start Italia.

Si tratta di un’iniziativa avviata nel 2014 e che prevede agevolazioni per le startup che si dedicano a prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things.

Ma è un intervento minimo che non renderà certo l’Italia leader nel mondo blockchain.

Fase 2: consulti online, medici a rischio sanzioni

Consigli da Consulcesi per tutelare i dati dei pazienti 

App, messaggi e videochiamate piacciono a medici e pazienti, creano un rapporto diretto, riducono i tempi d’attesa e cancellano la burocrazia: la prova è arrivata durante la quarantena con un’impennata di webinar, consulti telefonici e online. “Ma attenzione, senza le dovute cautele, si può compromettere un bene prezioso, il cui valore è ancora sottovalutato, i dati personali e sanitari del paziente”. A lanciare l’allarme è Consulcesi, network legale che tutela gli operatori sanitari. 

“Il rischio per i professionisti sanitari è molto alto perché sono i depositari dei dati sensibili che secondo il Regolamento generale per la protezione dei dati GPDR sono sottoposti a tutela particolarmente severa. In caso di errato trattamento, le sanzioni potrebbero arrivare fino 20 milioni di euro o, se superiore, fino al 4% del fatturato globale”, chiarisce Ciro Galiano, avvocato consulente di Consulcesi ed esperto in privacy e digitale. 

Consulcesi offre alcuni consigli che i professionisti possono seguire per tutelare la privacy dei pazienti: se il medico ha introdotto nuovi sistemi di comunicazione, prima di utilizzarli deve applicare una nuova informativa per la tutela dei dati e aggiornare i documenti relativi alla gestione della privacy e del consenso informato. Verificare se i software informatici utilizzati sono a norma, nonché controllare il sistema di protezione antivirus e dei programmi, ma soprattutto accertare l’adeguatezza della documentazione rilasciata al cliente. Il network propone inoltre l’utilizzo di app di messaggistica istantanea dedicate. Infine, sarebbe buona prassi che i medici che vogliano utilizzare i social media facciano attenzione nel dare consigli tramite social, che abbiano una gestione attenta delle opzioni di privacy delle piattaforme e ne leggano attentamente i termini contrattuali”. 

Regolamentare la Blockchain? Si deve!

Governare il fenomeno Blockchain prima che sia lui a governare noi

Parliamoci chiaro. La Blockchain è il progresso. E il progresso è, per definizione, inarrestabile. Partendo da questo assunto, è cruciale che l’Italia si collochi tra le avanguardie del settore, perché là c’è il futuro della tecnologia e quindi anche la chiave dello sviluppo economico. Tuttavia, l’Italia è stato l’ultimo Paese, in ordine di tempo, ad aderire all’European Blockchain Partnership, accordo che punta a favorire la collaborazione tra gli Stati membri dell’Ue per lo scambio di best practice ed expertise in questa materia, sia sul piano tecnico che delle regolamentazioni. E sono proprio le regole il vero motore dell’innovazione.

Se i confini della Blockchain non sono ancora ben delineati è anche perché la tecnologia è un’intelligenza in continuo cambiamento, che impara da se stessa e che si adatta all’ambiente e al contesto in cui si trova. Ciò nonostante, è un fenomeno governabile che può e deve essere introiettato, per dirigerlo dove si ritiene giusto. Pertanto, è fondamentale che durante questa legislatura il Parlamento italiano si doti di normative lungimiranti atte a regolarlo, prima che ci siano imposte da Bruxelles o dal mercato. Altri Paesi lo stanno già facendo con enormi risultati in termini di ritorno economico e di immagine come Giappone, Hong Kong, Svizzera e Albania.

Anche nell’Ue, però, c’è un’isola felice, anzi, c’è proprio l’isola della Blockchain. Parliamo di Malta che, pur essendo lo Stato più piccolo di tutta l’Unione, ha avuto la volontà politica di creare un sistema normativo innovation-friendly riconosciuto e apprezzato a livello mondiale. Il 1° novembre sono entrate in vigore tre leggi che stabiliscono un quadro normativo che regolamenta la Blockchain, le criptovalute e la tecnologia Dlt (Distributed ledger technology), confermando Malta Paese capofila nella certezza giuridica in questo ambito. Trattandosi di uno Stato membro dell’Ue, la speranza, adesso, è che questa ondata regolatoria attecchisca anche nell’Unione europea, affinché sia leader nel campo della Blockchain, diventando al tempo stesso protagonista di un framework normativo all’avanguardia sul Fintech e punto di riferimento per le aziende ad alto know-how tecnologico provenienti da tutto il mondo.

Dal rilascio del protocollo di Satoshi Nakamoto nel 2008, che ha creato l’algoritmo madre delle monete digitali (il Bitcoin), il progresso della Blockchain, su cui si basano tutte le cripto, ha già le sue pietre miliari: il 2017 ha visto affermarsi il fenomeno delle Ico (Initial coin offering), quale sistema di crowdfunding molto in voga tra le startup del settore. Mentre il 2018 sembra essere l’anno delle Stablecoin, cioè criptovalute il cui valore è ancorato ad asset stabili e quindi al mondo reale, dalle valute fiat alle commodity. Un sistema concepito per consentire maggiore fiducia negli acquisti, evitando quella volatilità estrema che ha caratterizzato il Bitcoin e che ha tenuto le monete virtuali ai margini del mercato finanziario dei grandi investitori istituzionali.

È presto per sapere che cosa ci riserverà il 2019 ma le parole di Christine Lagarde, direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale, sulla possibilità che le banche centrali nazionali emettano una propria valuta digitale, prospettano uno scenario in cui le attuali regole potrebbero essere addirittura sovvertite: già si va verso la regolamentazione degli Exchange, ossia le piattaforme virtuali che mettono in contatto domanda e offerta di cripto, e dei Security Token, vera rivoluzione in grado di modificare la stessa struttura del mercato finanziario e delle Borse, verso un sistema più aperto e trasparente. Essere tra i primi a emanare una regulation in questo campo sarebbe un passo strategico. Non farlo, ci metterebbe inevitabilmente ai margini di questa nuova entusiasmante competizione globale.

Massimo Tortorella – presidente Consulcesi Tech

Sciopero medici: a rischio il SSN

SCIOPERO MEDICI, CONSULCESI: «A RISCHIO IL FUTURO DEL SSN, SERVONO RISORSE E DIALOGO»

Gli scioperi del 9 e 23 novembre segnalano il profondo disagio dei medici italiani: dalla carenza delle borse di studio per i medici specializzandi fino all’annunciata voragine pensionistica: nei prossimi 5 anni 14 milioni di italiani senza il medico di famiglia. Il Presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella: “Pronti a tutelare i medici in tutte le sedi finché non si troveranno soluzioni adeguate”

«La proclamazione, da parte dei sindacati della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria, dello sciopero nazionale per il 9 e il 23 novembre è un chiaro segnale della profonda situazione di disagio che vive la classe medico-sanitaria in Italia. Senza sufficienti risorse il futuro del nostro Sistema Sanitario Nazionale è a rischio, quindi urge instaurare un dialogo con le istituzioni per affrontare le criticità più urgenti». Così Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi Group, network legale internazionale specializzato nella tutela dei
professionisti della sanità. Il problema, infatti, non è solo il mancato rinnovo del contratto dei medici, ma un complesso panorama di incertezze sul futuro delle professioni sanitarie, che comporterà inevitabili ripercussioni negative sul diritto
alla salute dei cittadini. «Dalla carenza di borse di studio per i medici specializzandi fino all’annunciata voragine pensionistica, che nell’arco di appena 5 anni priverà 14 milioni di italiani del medico di famiglia, possiamo dire che, senza soluzioni concrete e rapide, i medici nel nostro Paese sono a rischio estinzione» sottolinea Tortorella.
Ma, in tutto questo, i camici bianchi non rimangono inermi davanti alle violazioni dei loro diritti: «Continuano le valanghe di ricorsi su tutte le principali vertenze ancora in sospeso – conclude Massimo Tortorella – dalla
lunga vicenda degli ex specializzandi fino alla questione delle disparità retributive che patiscono i Medici di Medicina Generale in formazione. Noi, da oltre vent’anni, portiamo avanti le loro battaglie nei Tribunali di tutta Italia e continueremo a farlo finché le istituzioni non individueranno le adeguate soluzioni normative».

Dipendenza da Web: Massimo Tortorella presenta un film ed un corso per la lotta alla internet addiction

Quanto tempo è passato dall’ultima volta che avete controllato il vostro smartphone? Un minuto o giù di lì, giusto? Anzi, sono sicura che l’incipit di questo articolo vi avrà dato l’occasione giusta per “ricordarvi” di controllarlo nuovamente.

Lo smartphone è senza dubbio l’oggetto che più di ogni altro rappresenta il nostro secolo, un oggetto ormai diventato di diritto il nostro parente più stretto; la mano da tenere nel taschino dei pantaloni o della giacca; il filo legato in vita che ci stringe l’anima ad ogni piccola vibrazione o sussulto; il bambino tenuto al guinzaglio per il terrore che si perda; l’oracolo che ci tiene incollati alla realtà o a quella che riteniamo inadeguatamente tale. Ogni istante della nostra quotidianità è scandito dal display del telefono, per necessità o noia, il fedele compagno tecnologico trova sempre il modo di soddisfare i nostri momenti fino a rischiare di farci diventare dei veri e propri “automi” nelle mani di una sofisticata intelligenza artificiale. E se questo accade, diventiamo “addicted”, affetti cioè da una vera e propria dipendenza.

La dipendenza da internet nota come Internet Addiction Disorder (IAD) è un vero e proprio disturbo legato all’utilizzo intensivo ed ossessivo di internet. La malattia (non abbiate timore reverenziale ad utilizzare questa parola) è comparabile al gioco d’azzardo patologico ed è definita come un sintomo psicologico che può connettersi a diversi quadri clinici e diagnostici. La pioniera delle ricerche sulle dipendenze da internet, Kimberly Young (fondatrice del Center for Online Addiction), ha isolato ben 5 diversi comportamenti specifici:

1 Dipendenza cibersessuale: chi soffre di questo disturbo è dedito al download e all’utilizzo di materiale pornografico online. La dipendenza si associa spesso a masturbazione compulsiva tipica della dipendenza sessuale.

2 Dipendenza ciber-relazionale: chi soffre di questo disturbo è un soggetto che si coinvolge molto nelle relazioni online. Gli amici virtuali diventano i più importanti fino a sostituire i reali affetti personali.

3 Net Gaming: si tratta della dipendenza dai giochi online e può sfociare nel gioco d’azzardo patologico, nel gioco compulsivo nei videogames, nello shopping ossessivo.

4 Sovraccarico cognitivo: la grande disponibilità di dati in rete spingono le persone a passare sempre più tempo davanti allo schermo, al fine di cercare ed organizzare dati provenienti dal web. A questo disturbo si associa spesso una tendenza compulsivo-ossessiva che porta ad una riduzione di rendimento sul lavoro e nello studio.

5 Gioco al computer: giochi non in rete ma disponibili sui computer o smartphone come ad esempio Solitario o Campo Minato. Questi giochi, negli anni 80, hanno determinato un comportamento compulsivo in moltissime persone.  

Sulla scia di questi importanti studi sulla patologia per eccellenza del nostro secolo, il provider Sanità in-Formazione, in collaborazione con Consulcesi Club, rappresentata da  Massimo Tortorella, propone un corso di formazione ECM destinato al personale medico: “Internet e adolescenti: I.A.D. e cyberbullismo”. Il corso si propone di affrontare “di petto” l’Internet Addiction Disease che sfocia sempre più spesso in quella che viene definita Nomofobia, la paura cioè di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile.

Accanto a questa iniziativa che parla “agli adulti”, ce n’è un’altra che mira invece a raccogliere l’attenzione dei più giovani, forse quelli più a rischio. Il 22 febbraio scorso infatti è stato presentato il film Sconnessi diretto da Christian Marazziti con Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis, Carolina Crescentini, Daniela Poggi e molti altri ancora. Il film racconta la storia di una famiglia allargata che si ritrova improvvisamente isolata all’interno di uno chalet di montagna senza connessione internet. A rafforzare il tutto anche una campagna social, la #Sconnessiday, la prima giornata mondiale della S-connessione promossa presso il Ministero della Salute sempre il 22 febbraio.  

A parlare di tutto questo è intervenuto Massimo Tortorella, Presidente della Consulcesi e promotore di tutte le iniziative appena descritte:

«Il  22 febbraio è la giornata in cui si lancia il film Sconnessi, è la giornata in cui si celebra la Giornata Mondiale della S-Cconnessione ed è la giornata in cui promuoviamo il corso di formazione ECM “Internet e adolescenti: I.A.D. e cyberbullismo” rivolto al mondo sanitario e dei pazienti. I problemi di cui parliamo sono l’Internet Addiction Disease, la malattia che riguarda proprio l’abuso dell’utilizzo di Internet, e la nomofobia. Si tratta di malattie che oggi sono allo studio e che di fatto rappresenteranno le malattie del futuro. Anche all’epoca di Humphrey Bogart, d’altro canto, si fumava e si pensava che il fumo fosse la cosa più glamour del mondo; poi però si è scoperto che il fumo causa la malattia del secolo. La nomofobia rischia di fare la stessa fine. È una patologia che si sta sottovalutando ma che noi vogliamo sottolineare e rendere evidente con iniziative come lo #SconnessiDay».

 

Piattaforma Fad Consulcesi

Piattaforma Fad Consulcesi

Un nome, quello di Consulcesi – e del suo fondatore e CEO, l’imprenditore Massimo Tortorella – che si sono subito ritagliati uno spazio importante nella lotta contro le ingiustizie, firmando un successo senza precedenti: quello di far ottenere (tramite una memorabile quanto impeccabile azione legale collettiva) rimborsi per oltre 500 milioni di euro che spettavano di diritto a quei medici che, tra il 1978 e il 2006 non si erano visti riconoscere la propria borsa di studio. I suddetti rimborsi spettano di diritto ai “medici che si sono specializzati prima del 1991 senza ricevere alcun compenso e quelli che lo hanno fatto tra il 1993 e il 2006, anno in cui l’Italia si è allineata al resto dell’Ue dopo i due decreti attuativi (il Dlgs 257 del 1991 e il Dlsg 368 del 1999)”. Dopo questa importante vittoria legale, l’imprenditore Tortorella e la sua Consulcesi sono diventati un punto di riferimento imprescindibile per il mondo della salute (medici e personale medico, pazienti e operatori del settore). Ed è facile capire il perché: già dando un rapido sguardo al sito Consulcesi, si comprende l’ampiezza e specificità dei servizi offerti. Consulcesi si occupa tra, l’altro, di “promuovere azioni legali per il riconoscimento di diritti e rimborsi agli specialisti; far ottenere il giusto rimborso per le ore di lavoro in più ai medici italiani (ma recentemente anche a quelli del Regno Unito e della Francia); combattere le irregolarità bancarie; proporre leggi e sensibilizzare il Governo verso i diritti non riconosciuti alla classe medica; offrire soluzioni per la formazione obbligatoria tramite la FAD (innovativa piattaforma di eccellenza e al passo coi tempi per la formazione a distanza, che è in grado di garantire i crediti ECM obbligatori per l’esercizio della professione), che ha ottenuto il primo posto nella classifica dei “Best provider ECM 2015” (la più autorevole guida italiana della formazione in campo sanitario).